" Lakay mwen "   

 

 

 

 

 

"Haiti condivide con la ben più nota S.Domingo l’isola di Hispaniola, la più estesa delle grandi Antille, vicina a Cuba e a un’ora di volo da Miami.
Con poco più di 7 milioni di abitanti e una superficie pari a quella del Belgio, e considerato il paese più povero delle Americhe. Un triste primato che detiene saldamente da molti anni e che non lascia prevedere nessun possibile miglioramento per gli anni a venire.

Dal punto di vista economico la situazione è disastrosa: l’80% della popolazione vive in condizione di estrema povertà, il 70% della forza lavoro e disoccupata, l’agricoltura, prevalentemente di sussistenza, non e in grado di soddisfare il fabbisogno degli abitanti. A oggi Haiti deve la sua sopravvivenza quasi esclusivamente agli aiuti internazionali e alle rimesse degli immigrati.

Il quadro diventa ancora più drammatico se guardiamo alla totale assenza di infrastrutture (strade, elettricità, acqua potabile, fognature ecc...) e alla scarsità di servizi per la popolazione (scuole, ospedali, trasporti pubblici....)A questo va aggiunto un massiccio fenomeno d’inurbamento che ha portato, negli ultimi decenni, una fetta considerevole della popolazione rurale a trasferirsi nella capitale alla ricerca di un’inesistente lavoro.

La migrazione, cominciata verso la fine degli anni ’70, ha ingrandito a dismisura la capitale, Port-au-Prince, dove abitano ormai circa 2 milioni di persone di cui l’80% vive in condizioni subumane, accampati in immense baraccopoli. Ancor oggi migliaia di famiglie abbandonano ogni anno la provincia Haitiana per ammassarsi in miserabili catapecchie senza acqua, luce, sistema fognario, in  un ambiente altamente insalubre per la salute a causa della sovrappopolazione e dei servizi essenziali. Infatti Tubercolosi, AIDS, epatite, malaria, tifo e tetano sono cause di morte frequenti tanto che l’aspettativa di vita in Haiti e intorno ai 50 anni.

A questa situazione sociale ed economica disastrosa, va aggiunto il clima di grande instabilità politica che vige ormai dalla scacciata di Jean-Claude Duvalier nel 1986.
Se Haiti pareva avviarsi sulla strada della democrazia quando nel 1991 fu eletto Presidente un’ex prete Salesiano, J.B.Aristide, il primo presidente eletto democraticamente, oggi ci troviamo di fronte nuovamente a gravi problemi.
Aristide subì un colpo di stato subito dopo l’elezione, segui un regime militare per circa tre anni, Aristide ritorno dall’esilio aiutato dagli Americani nel ’94, gli succedette alla presidenza il suo braccio destro, Rene Preval, nel 2000 Aristide fu rieletto Presidente ma nel 2004 fu costretto a dimettersi (qui si parla di colpo di stato) e partire in esilio.
Attualmente il Paese vive uno dei momenti peggiori della sua storia, con un governo transitorio, una guerriglia urbana quotidiana, l’incremento della delinquenza, marasma politico, delle forze internazionali presenti sul territorio e delle previste elezioni presidenziali per Novembre 2005 che non fanno altro che accrescere il clima di violenza.
Purtroppo la kermess politica e tale che non presenta possibili soluzioni all’orizzonte, meno ancora la tanto sospirata pace, e con una popolazione ormai stremata e rassegnata e difficile prevedere che cosa accadrà.

La Fondazione “Lakay Mwen” e situata a 7 Km dal centro città, in una zona che e gia considerata di periferia e a 2 Km dalla famosa ‘Cite Soleil’ una mostruosa baraccopoli di 2-3 Km2 nella quale vivono ammassate 300.000 persone.
La nostra zona non e una baraccopoli ma molta gente vive in situazioni di povertà estrema, sopratutto famiglie composte da mamma, 5-6-7 figli, senza marito e nessuna  risorsa per sostenere la famiglia."                                       Fonte: Maurizio)

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