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" Lakay mwen " |
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Se c’e qualcosa che non manca in Haiti sono i bambini. Ho letto da qualche parte che Haiti e il paese con la più alta percentuale di nascite in rapporto alla popolazione. Per la stragrande maggioranza la famiglia-tipo e composta da mamma e da 4 – 6 o più figli. Molte mamme hanno figli con più uomini e, spesso, nessuno di loro e presente. Le loro baracche sono fatte di tavolacce e lamiera o terra battuta e paglia o quattro pareti di mattoni con tetto di lamiera. Si tratta di locali angusti di pochi metri quadrati con un letto, un tavolo, qualche sedia e scatoloni dove mettere i pochi vestiti che hanno. Le condizioni igienico sanitarie sono disastrose: non ci sono fognature, non c’e elettricità, l’acqua si prende alla pompa pubblica con secchi, quasi nessuno ha gabinetti in casa e tutti vanno, quindi, nelle latrine pubbliche o all’aperto. Si cucina con la carbonella o la legna davanti la porta di casa. C’e chi mangia almeno una volta al giorno, altri due ma molti mangiano anche a giorni alterni. Mangiano banane, patate dolci, yam, aringhe salate, fagioli secchi e riso e carne nei giorni di festa..... chi può. Diciamo che non muoiono di fame ma si ammalano facilmente per la povera alimentazione e diffusissime sono la tubercolosi, la malaria, il tifo, le dermatiti, dissenterie e AIDS. Sono le mamme che , di solito, sostengono le famiglie con i loro piccoli commerci: vendono di tutto, dall’acqua fresca alle arance sbucciate, dalle noccioline alle matite e anche vestiti di seconda mano..... insomma, tentano di sopravvivere. Ma sono anche tante le mamme che passano le giornate a mendicare davanti ai cancelli di Organizzazioni o case di religiosi. In un contesto come questo ovviamente i bambini hanno molte privazioni e la scuola è quasi un lusso. I bambini che vivono negli slum della capitale e nei quartieri poveri di periferia sono anche vittime di violenze e costantemente in pericolo. Molti bambini diventano "bambini di strada" e altrettanti sono arruolati da bande di mascalzoni. Non e raro vedere un ragazzino di 14-15 anni con un’arma in mano. Le bambine sono invece facili prede di violenze sessuali e molte a 14-15 anni hanno gia un figlio. Il fenomeno dei ‘restavek’ e tuttora una piaga sociale. Si tratta di bambini (sopratutto bambine) prestati da mamme che hanno troppi figli a famiglie "adottive" che li trattano come veri e propri schiavetti. Bambini che hanno diritto a un pasto al giorno dopo tante ore di lavoro e nient’altro. E poi ci sono le violenze domestiche, dove i figli sono picchiati duramente dai genitori o le figlie prestate per pochi soldi a qualche sporcaccione. Vivere in miseria fa fare delle cose impensabili. I "diritti dell’infanzia" come li chiamiamo noi occidentali, non esistono qui. Eppure, malgrado tutto, i bambini qui hanno sempre un sorriso pronto e un’allegria contagiosa. La nostra scuola da la possibilità a molti bambini di avere un’istruzione di base, li toglie da alcuni pericoli latenti (la strada, prostituzione ecc...), offre la possibilità di ottenere un diploma e la speranza di un futuro migliore. Continuare a sostenerli significa sostenere di riflesso anche la comunità locale, le mamme e le famiglie. Questi bambini di oggi saranno gli adulti di domani e la nostra speranza è che quello che facciamo oggi per loro, potrà cambiare qualcosa domani.
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